È di grandissima utilità riuscire a dimostrare precocemente la presenza della malattia, prima che il cane manifesti i segni clinici di displasia. La diagnosi precoce permette di intervenire in modo tempestivo, così da tentare di ridurre o arrestare l’espressione della malattia. La diagnosi precoce permette anche di selezionare i soggetti adatti per la riproduzione, prima che siano in età di produrre cuccioli.

Se la malattia viene individuata perché si osservano i sintomi, l’artrosi si è già instaurata e non è possibile evitare l’insorgenza o la progressione della displasia. Quindi è importante essere tempestivi. La diagnosi precoce può essere eseguita in qualsiasi momento dello sviluppo scheletrico, già a 14 settimane di età nei cani di taglia media e grande e a 18 settimane nei cani di taglia gigante si possono fare previsioni attendibili su quello che sarà l’evoluzione della malattia e intervenire. Il primo passo nella diagnosi è la visita clinica. Il veterinario deve eseguire una visita ortopedica accurata ed eseguire uno studio radiografico in anestesia generale del paziente per ridurre al minimo il dolore delle manovre e per posizionare correttamente l’animale così da ottenere una buona immagine e ridurre al minimo le radiografie necessarie per ottenere una diagnosi precisa.

 

L’E.N.C.I. (Ente Nazionale della Cinofilia Italiana) ha regolamentato il controllo ufficiale della displasia dell’anca nelle varie razze adottando il protocollo internazionale della F.C.I. (Federazione Cinologica Internazionale). Il controllo ufficiale va eseguito quando il cane ha raggiunto la maturità scheletrica (12 mesi per la maggior parte delle razze e 18 mesi per le razze di taglia gigante); in base ai risultati dell’esame radiografico la displasia viene classificata in vari gradi. Tale valutazione viene emessa da veterinari lettori ufficiali accreditati dall’ENCI stesso. Poiché la displasia dell’anca tende ad evolvere con il tempo, la certificazione di esenzione o del suo grado può essere effettuata solo quando il cane ha completato il suo sviluppo scheletrico. La presenza della malattia, invece, può essere valutata in qualsiasi momento.

 

I trattamenti chirurgici

 

Sinfisiodesi pubica giovanile

Questo intervento viene eseguito nei cuccioli dai 3,5 mesi ai 5mesi (diagnosi preventiva). L’intervento è poco invasivo e breve. Permette di correggere la copertura dell’acetabolo sul femore producendo una rotazione assiale del degli acetaboli. Non tutti i cuccioli sono dei candidati per questo tipo di intervento chirurgico, la scelta è condizionata dai risultati dello studio radiografico.

 

Tripla osteotomia pelvica

Questo intervento è indicato per i cani molto giovani (8-18 mesi), con displasia dell’anca ma senza presenza di artrite degenerativa. Questo intervento non è efficace se il cane ha già sviluppato artite/artosi o comunque è troppo vecchio. Questo è comunque un intervento che richiede un chirurgo ortopedico con vasta esperienza. Dopo l’intervento sono previsti 3 – 4 mesi di esercizio controllato, inoltre le camminate al guinzaglio non sono ammesse per 2 mesi, se non molto brevi solo per i bisogni.

 

Ostectomia della testa del femore

Questo intervento è più indicato nei cani di piccola taglia. Si taglia e si asporta la testa del femore, permettendo all’articolazione di guarire come una pseudo giuntura (si forma una capsula che collega le due ossa, ma non avviene più un effettivo contatto osseo). Se l’anca non deve sopportare un peso corporeo troppo elevato, questa pseudo-articolazione è abbastanza forte da sostenere il tutto. Più il cane è attivo, più la giuntura si forma rapidamente. L’animale in genere rifiuta di usare la gamba per le prime 2 settimane, pertanto lo si deve forzare a farlo, ad esempio con la fisioterapia. Il pieno utilizzo della zampa operata si osserva in genere dopo 4-6 settimane. La zampa dovrebbe essere quasi completamente funzionante dopo un paio di mesi. Questo intervento chirurgico è in genere meno costoso di altre procedure.

 

Protesi totale dell’anca

Questa procedura è adatta a cani che presentano modifiche degenerative dell’articolazione così gravi da essere invalidanti; è un intervento che può sembrare radicale, ma viene eseguito da 20 anni con ottimi risultati. L’intervento consiste nel sostituire l’intera articolazione con una protesi. Dopo l’intervento il cane deve restare a riposo per circa 3 mesi. Di solito, anche se entrambe le articolazioni hanno problemi, si procede con una zampa alla volta e spesso il cane recupera così bene tanto da non aver bisogno di fare l’intervento anche sul lato opposto.

 

Consigli da seguire nei primi 60 giorni dalla chirurgia

 

MOVIMENTO

L’animale dovrà essere tenuto sotto controllo. Consigliamo di confinare il nostro amico in una stanza quando non è sotto la supervisione del proprietario, facendo attenzione ai pavimenti scivolosi (si consiglia di utilizzare tappeti, moquettes), gradini, gradoni, scale, divani, poltrone; se invece vive all’aperto sarà necessario recintare una piccola area di giardino.

Sono preferite le passeggiate al guinzaglio corto da un minimo di due fino a cinque al giorno.

Non sono permesse ATTIVITA’ “ESPLOSIVE”!!! come saltare, correre e giocare con altri animali.

Le passeggiate devono necessariamente durare 5 minuti per la prima settimana per poi incrementare di circa un minuto al giorno ad ogni uscita. Questo ritmo porta a distanza di 30 giorni dall’intervento ad un’ottima attività fisica. Se il soggetto è molto esuberante è meglio fare una passeggiata in più piuttosto che rendere le uscite troppo lunghe o intense!

Il trentesimo giorno verrà eseguito il primo controllo ed eseguita una radiografia per valutare la formazione del callo osseo e dunque correggere, se necessario il protocollo riabilitativo.

 

Dopo 40 giorni, se il controllo è stato positivo, potremo iniziare a fare delle salite, lentamente, lasciando tirare il cane,   ( meglio se con una pettorina), in modo che il peso sia concentrato sui posteriori e ci sia un lavoro di potenziamento. Poi, dopo i primi 60 giorni, si può inziare un lavoro con curve strette intorno ad alberi od ostacoli simili, per recuperare i muscoli adduttori e abduttori. Dopo 60 giorni verrà eseguito il secondo controllo radiografico che valuterà la guarigione dell’osso e il nostro amico potrà riprendere la sua attività fisica con moderazione.

 

PROGRESSIVAMENTE, nel giro di un mese il cane potrà saltare e ritornare alla sua vita abituale. Dal terzo al quinto mese si potranno riprendere le attività sportive.

 

LA FERITA

E’ sempre consigliato il collare elisabettiano per i primi 10 giorni, al termine dei quali verranno rimossi i punti di sutura.Il collare evita che l’animale si lecchi o mordicchi la ferita chirurgica. Ciò potrebbe determinare infezione o rimozione dei punti con esposizione dei tessuti più interni. Tutti i cani si abituano al collare!. La ferita non va disinfettata.

 

IMPACCHI DI GHIACCIO

Il ghiaccio è un ottimo antinfiammatorio e il suo uso avrà il fine di ridurre l’eventuale edema infiammatorio post-chirurgico si consiglia di applicare del ghiaccio sull’articolazione interessata anche 2 o 3 volte al giorno per 10 minuti, proteggendo la cute con un panno ed utilizzando delle apposite borse di ghiaccio o buste di piselli surgelati in quanto sagomabili intorno all’arto.