Se non si può guarire allora è utile prevenire!

Quando si parla di prevenzione alla leishmania si è rivolti unicamente alla lotta del vettore ossia del flebotomo. Come già detto è un piccolo insetto simile ad una piccola zanzara con abitudini crepuscolari e notturne, presente alle nostre latitudini da aprile a novembre.

Sono le femmine ematofaghe ad essere il nostro bersaglio. Le misure di controllo sulle forme larvali così come sulle forme adulte non sono attuabili per motivi geo-economici così l’unica strada percorribile è la limitazione del contatto tra vettore e ospite mediante l’uso sostanze con principi attivi ad effetto protettivo al fine di scongiurare il contatto cane insetto. La protezione deve essere a 360° ossia devono essere protetti sia i cani malati in quanto serbatoio di malattia, i cani clinicamente guariti dopo la terapia in quanto continuano ad essere infettanti e i cani sani.

 

Protezione meccanica

Gli animali infetti, malati e sani devono essere rinchiusi in rifugi dove alle porte e finestre sono apposte zanzariere a maglia strettissima (1.2 mm)

Protezione chimica

I piretroidi sintetici (es. deltametrina) sono provati esser efficaci sui flebotomi e alcuni prodotti veterinari contro gli ectoparassiti (zecche, pidocchi, pulci) che possiedono questo principio attivo sono efficaci dunque a prevenire la puntura dei flebotomi.

Attenti studi di laboratorio hanno valutato l’efficacia anti flebotomo di alcune formulazioni a base di piretroidi sui cani e hanno rilevato che l’effetto protettico no-feeding varia tra il 50% e il 96% mentre l’effetto tossico sui flebotomi varia da 18% a 90% mentre la mortalità delle femmine dopo il pasto di sangue è sempre 100%. Quest’ultimo valore è importantissimo perchè se tutti i cani infetti o malati venissero trattati con questi prodotti la trasmissione del parassita leishmania potrebbe essere controllata dato che nessuno dei flebotomi che punge questi soggetti sopravvive.

Dalla letteratura scientifica emerge che permetrina da sola o in associazione con imidacloprid (spot-on) e deltametrina, somministrata attraverso collare a lento rilascio sono le specialità sulle quali è stata condotta una sperimentazione ampia e accurata, sia di laboratorio che di campo, e per le quali sussiste evidenza di una elevata efficacia nel prevenire le punture dei flebotomi.

 

 

Fonti prelevate da “Gruppo di studio sulla leishmania”